Consob,
nell’ambito del Livello 3 del Regolamento Intermediari,
ha pubblicato il 26 maggio 2008 un documento, posto in pubblica
consultazione, legato al principio di best execution e relativo
alle regole di trasparenza che gli intermediari devono adottare
nella distribuzione dei prodotti finanziari illiquidi, attraverso
l’adozione di misure di trasparenza, presidi di correttezza,
principi di graduazione dell’offerta e tutela del cliente,
con verifica dell’adeguatezza/appropriatezza degli investimenti.
Anasf,
da sempre impegnata nella tutela del risparmiatore, ha partecipato
alla consultazione, esplicitando la propria posizione in un
parere inviato alla Commissione il 26 giugno 2008.
L’Associazione
ha ribadito la necessità di dover procedere alla parificazione
delle regole di trasparenza per tutte le tipologie di prodotti
finanziari, allo scopo di superare le asimmetrie nella regolamentazione
che favoriscono, ad oggi, la vendita di strumenti opachi -
percepiti dalla clientela come prodotti a basso rischio finanziario
ed a “capitale garantito”, con sottostima dell’eventuale
componente aleatoria insita in essi - rispetto a prodotti
come i fondi di investimento, più trasparenti e per
ciò stesso più adatti agli interessi dei risparmiatori.
Nel
proprio parere Anasf, pur plaudendo nel complesso all’iniziativa,
ha evidenziato alla Consob alcuni punti critici del documento,
segnalando alcune incongruenze e richiamando ad una maggiore
puntualità nelle indicazioni di massima da fornire
all’intermediario circa i prodotti finanziari illiquidi.
Quanto
alle regole di trasparenza, Anasf ha chiesto alla Consob di
individuare i criteri minimi che dovranno essere contenuti
nel set informativo da fornire al cliente per il confronto
tra prodotti succedanei, ad esempio le tipologie di prodotti
da inserire o il loro numero o una specificazione di cosa
si intenda per adeguata liquidità. L’indicazione
generica fornita dalla Consob nel documento è, infatti,
secondo l’Associazione eccessivamente astratta e di
difficile implementazione pratica.
Anasf
si trova, infine, in disaccordo con Consob per l’indicazione
data all’intermediario di consigliare al cliente il
prodotto meno costoso nell’ipotesi in cui esistano prodotti
succedanei tutti adeguati per le sue caratteristiche. A giudizio
dell’Associazione, se il costo è certamente uno
degli elementi utili a valutare il prodotto migliore per il
cliente, vincolare la scelta del prodotto solo a tale parametro
è una scelta semplicistica, fuorviante e non ottimale.
Anasf ha ricordato come un basso costo possa, in alcuni casi,
essere indice di scarsa qualità del prodotto stesso,
così come per i beni materiali.
Per
approfondimenti:
Documento
di consultazione Consob - 26 maggio 2008
Parere
Anasf – 26 giugno 2008
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